Home

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO

l’educazione ambientale attraverso i linguaggi dell’arte

Promotori del progetto

Partners del progetto

Protagonisti del progetto (Istituti Comprensivi e altre Scuole)

Ancona Nord – Ancona     

Augusto Scocchera – Ancona                                                           

Cittadella Margherita Hack – Ancona                                         

Grazie Tavernelle – Ancona                                                               

Novelli Natalucci – Ancona                                    

Pinocchio Montesicuro – Ancona

Scuola della Fratellanza – Moschea di Ancona

   

__________________________________________________________________________________________

500 alberi per la rinascita

                Mostra online degli studenti degli Istituti Comprensivi 
Ancona Nord
Augusto Scocchera
Cittadella Margherita Hack
Grazie Tavernelle
Novelli Natalucci
Matteo Ricci – Polverigi  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è albero-trubb.jpg

Nell’epoca dell’immagine e della ipervisibilità, un’entità invisibile e, in quanto tale, ancor più temibile e angosciosa, sta letteralmente togliendo il fiato agli esseri umani, impedendo lo scambio primario con l’ambiente naturale attraverso il respiro. Il coronavirus appartiene alla sfera del bios ed è quindi anch’esso parte della natura, che da un lato ci ha predisposto ad esistere grazie al soffio vitale e dall’altro ci sta ora togliendo la vita per asfissia. Come acutamente osservato da Donatella Di Cesare nel suo saggio “Virus sovrano?”, la catastrofe del nucleare, evitata nel secondo dopoguerra, ora si ripresenta in una forma ancor più minacciosa e del tutto inaspettata, nella quale è venuta meno la supremazia della responsabilità umana diretta, la  “colpa” tecno-scientifica della bomba H, ed è apparsa quella indiretta e indotta, per la quale è la Natura a costituirsi come potenziale fattore distruttivo e ostile  all’umanità, in una manifestazione tutta nuova rispetto alle “canoniche” catastrofi naturali, come i terremoti e le avversità metereologiche. Il compito che le prossime generazioni dovranno affrontare è pertanto comprendere l’origine di questa potenziale incompatibilità e avviare la ricerca di un nuovo equilibrio con la natura (di cui noi stessi facciamo parte), la vera forma di bellezza che potrà salvare il mondo. Pertanto, i “500 alberi per la rinascita” sono un omaggio, un piccolo dono all’umanità affinché, nel suo essere quella che Edgard Morin definisce una “comunità di destino”, sappia affrontare unita e solidale il compito più difficile della sua storia plurimillenaria: ritrovare l’equilibrio tra il nostro essere una parte della natura e l’essere della natura che prescinde da quella sua parte costituita dall’uomo.

Francesco Maria Orsolini

Dirigente Scolastico Liceo Artistico “Edgardo Mannucci”

Con il progetto “La bellezza salverà il mondo”, il Liceo Artistico Edgardo Mannucci e il Comune di Ancona, in rete con Istituzioni amministrative, educative, culturali, realtà imprenditoriali, soggetti rappresentativi del territorio, aveva avviato un percorso che avrebbe previsto eventi, esposizioni, incontri, confronti pubblici, per mezzo dei quali coinvolgere e sensibilizzare le comunità locali sui temi emergenti che affliggono ed hanno trasformato l’esistenza umana contemporanea. L’ambiente, il ruolo dell’uomo nella salvaguardia della vita, l’ecologia del pianeta nelle relazioni fra enti viventi, il valore dell’inclusione e delle differenze, l’arte quale via educativa alla consapevolezza delle coscienze, con testimoni e protagonisti i nostri giovani, attori oranti attraverso i linguaggi espressivi della diffusione di un messaggio errante che si è rivelato premonitore. Ed eccoci entrati nella tempesta pandemica, che tanto ricorda l’ingresso dantesco nella foresta oscura. Dunque, obbligati a sospendere il nostro percorso precedente, che consideriamo semplicemente rinviato ed avrà una ripartenza con maggiore entusiasmo, ma determinati a non perdere le orme fin ora impresse, abbiamo pensato di declinare gli intenti originari verso una nuova proposta progettuale che nuovamente indicasse nella scuola, nelle proprie risorse umane, creative ed ideali, la possibilità di volgere la crisi nel valore di una catarsi. La nostra idea, dedicata agli studenti degli Istituti comprensivi che già avevano aderito al progetto “La bellezza salverà il mondo”, e che ne rappresenta una declinazione, chiede l’interpretazione personale di un soggetto iconografico con profonde qualità simboliche, individuato nella figura iconica dell’albero. Un archetipo a cui attingere perché radicato nel nostro immaginario, appartiene alla nostra memoria antropologica, costituisce una presenza vitalistica essenziale per il nostro pianeta, ha un ruolo centrale nella storia delle arti. Vogliamo ricordare fra gli altri, un grande artista del Novecento, il tedesco Joseph Beuys, le cui ricerche nel campo delle arti visive hanno avuto profonde contaminazioni con i settori dell’ecologia, della economia, della sociologia, della politica, della pedagogia, della psicologia e della filosofia, che nell’edizione del 1982 di Kassel, una delle più rilevanti rassegne d’arte internazionali, rinunciando ad ogni atto creativo individuale, chiese di accumulare 7000 pietre di basalto all’esterno dei padiglioni espositivi invitando la comunità ad adottarle, pietra dopo pietra, attraverso una libera donazione che sarebbe stata convertita nell’acquisto di una quercia. Nel corso dei mesi ogni roccia trovò il proprio acquirente e progressivamente furono piantate 7000 querce, sorvegliate, in prossimità dei fusti, dalle steli in basalto. Innescando un processo di partecipazione collettiva, un atto creativo sociale, che ha radicalmente trasformato il territorio e lo spirito umano, la cui azione si protrarrà per secoli, fino al compimento della crescita di questa specie arborea, espandendosi intimamente alle generazioni successive. Ecco, richiamando quel modello che invocava il ruolo etico dell’uomo nei confronti del pianeta, in cui allora già si avvertivano chiaramente allarmanti avvisaglie di degrado, e riflettendo su quanto la nostra esperienza sta sperimentando come esito dell’indifferenza, abbiamo invitato i giovani studenti ad adottare il loro albero, disegnandolo, per poter successivamente costituire la nostra foresta, il bosco sociale, trasformando le immagini artistiche realizzate in una installazione urbana. Sarà nostra cura tradurre nel formato e nei materiali opportuni, in sinergia con i docenti e i nostri partner istituzionali, l’insieme dei lavori raccolti in un’opera collettiva, collocandola in un luogo significativo della Città di Ancona.

Prof. Nicola Farina

Liceo Artistico”Edgardo Mannucci”